L'Asta 974 presenta opere e nomi in grado di restare su un livello "astrale" o, perlomeno, altamente originali per contenuti e pensiero.
L'arte è Matta come nell'opera su carta, con aerografo e inchiostro, di un "profetico" Giuseppe Penone o come nella forma saettante di Gianni Piacentino del 2003 che è tra le cose gustose dell'asta.
E' certo da "matti" dell'arte, addormentarsi nel letto immaginato e progettato da Luigi Ontani, lotto 87: un onirico Helio Endimio del 1982. Chicca tra arredamento colto e oggetto esclusivo d'arte.
Magari, poi, svegliandosi e trovandosi sulla parete la lastra di vetro, trattenuta dalle cinghie al muro, progettata dallo scultore che sfida la fisica, ovvero Arcangelo Sassolino. Artista di grido che il mondo del collezionismo internazionale sta seguendo con curiosità e interesse crescente.
C'è, poi, un Achille Perilli del 1959 che merita attenzioni speciali; sul finire della seconda tornata un potente lavoro di Rauschenberg e una "folle" aggregazione di segni e colori di Tancredi che racconta Venezia.
Tra gli incanti della 974, una mappa terrestre rivisitata da Baechler e tre lavori "matti" di Gianfranco Baruchello con il culmine spettacolare di un olio e tecnica mista su lastra di alluminio 124x124, Sappiamo che sei lì n. 8, 1971. Baruchello è nome da appuntare, se si colleziona non solo lo sguardo, ma anche il pensiero che l'opera può stimolare.
Sappiamo che sei lì...si intende l'Arte, quella vera, in grado di sorprendere e comunicare.
Dove il navigare è dolce, accompagnati, magari, dai due "marittimi" creati da Valerio Adami, nella grande tela del lotto 299.
Dai, allora è vero. L'Arte è MATTA!